martedì 31 marzo 2009


Apriti, e scegli i semi più buoni, e poi...
Donali ai tuoi nemici più veri, e poi...
Passerà quest'anno nero,
Come son passati gli altri...
Se vogliamo cadrà ogni muro,
Anche il più duro, tra di noi.

sabato 28 marzo 2009


PLEASE, God, let him telephone me now. Dear God, let him call me now. I won't ask anything else of You, truly I won't. It isn't very much to ask. It would be so little to You, God, such a little, little thing. Only let him telephone now. Please, God. Please, please, please.

sabato 14 marzo 2009

lunedì 9 marzo 2009


See the children run as the sun goes down among the fields of gold...

venerdì 6 marzo 2009


NO MAN IS AN ISLAND


No man is an island entire of itself; every man
is a piece of the continent, a part of the main;
if a clod be washed away by the sea, Europe
is the less, as well as if a promontory were, as
well as any manner of thy friends or of thine
own were; any man's death diminishes me,
because I am involved in mankind.
And therefore never send to know for whom
the bell tolls; it tolls for thee.

John Donne




IF WINTER COMES, CAN SPRING BE FAR BEHIND?

mercoledì 4 marzo 2009

"Non ho pronunciato la parola liberatrice. Ieri per un attimo mi è stata sulla punta della lingua. Ma se n'è tornata indietro. (Wittgenstein)
In me c'è un silenzio sempre più profondo. Lo lambiscono tante parole, che stancano perchè non riescono ad esprimere nulla.
Bisogna sempre più risparmiare le parole inutili per poter trovare quelle poche parole che ci sono necessarie. E questa nuova forma d'espressione deve maturare nel silenzio." (Etty Hillesum)

Einsturz des Stadtarchivs Köln - 03.03.2009


Can such things be, and overcome us like a summer's cloud without our special wonder? (Macbeth III iv)

martedì 3 marzo 2009


Dieci misure di bellezza furono concesse al mondo:
nove vennero prese da Gerusalemme,
e una dal resto del mondo.
Dieci misure di dolore furono conferite al mondo:
nove a Gerusalemme,
e una al resto del mondo.
(Talmud)

Il cielo d'Irlanda e' un oceano di nuvole e luce, il cielo d'Irlanda e' un tappeto che corre veloce, il cielo d'Irlanda ha i tuoi occhi se guardi lassù, ti annega di verde e ti copre di blu, ti copre di verde e ti annega di blu. Il cielo d'Irlanda si sfama di muschio e di lana, il cielo d'Irlanda si spulcia i capelli alla luna, il cielo d'Irlanda è un gregge che pascola in cielo, si ubriaca di stelle di notte e il mattino e' leggero, si ubriaca di stelle e il mattino e' leggero. Dal Donegal alle isole Aran e da Dublino fino al Connemara, dovunque tu stia viaggiando con zingari o re, il cielo d'Irlanda si muove con te, il cielo d'Irlanda è dentro di te. Il cielo d'Irlanda è un enorme cappello di pioggia, il cielo d'Irlanda è un bambino che dorme sulla spiaggia, il cielo d'Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero, ma dopo un momento i colori li fa brillare piu' del vero, ma dopo un momento li fa brillare piu' del vero. Il cielo d'Irlanda è una donna che cambia spesso d'umore, il cielo d'Irlanda è una gonna che gira nel sole, il cielo d'Irlanda è Dio che suona la fisarmonica: si apre e si chiude con il ritmo della musica, si apre e si chiude col ritmo della musica. Dal Donegal alle isole Aran e da Dublino fino al Connemara, dovunque tu stia ballando con zingari o re, il cielo d'Irlanda si muove con te, il cielo d'Irlanda e' dentro di te. Dovunque tu stia bevendo con zingari o re, il cielo d'Irlanda è dentro di te, il cielo d'Irlanda è dentro di te, il cielo d'Irlanda si muove con te, il cielo d'Irlanda è dentro di te.

domenica 1 marzo 2009

"Lasciate che i bambini vengano a me", dice Gesù: ma aspetterà invano. I bambini sono la vita ancora non domata, e la vita vuole soltanto soddisfarsi, imporsi su chi le sbarra il passo. Allunga le mani, prende, strappa, e non chiede scusa, la sua legge non è l'amore ma il desiderio. I bambini gridano perchè vogliono, vogliono sempre, nulla mai li appaga per più di un attimo. Succhiano avidamente il latte delle madri, e poi le energie dei padri, la loro brama inghiotte ogni moneta faticosamente risparmiata.
Bisogna educarli, ossia reprimerli, strappargli dalle mani rapaci come quelle di un usuraio ciò che non gli spetta, metterli in riga per due, punirli. Bisogna portarli al sonno, cioè alla scomparsa, almeno per qualche ora, il tempo di riprendere fiato e coraggio.
E al risveglio è tutto uguale, ricomincia a girare la ruota dentata del desiderio, che cerca qualcosa a cui aggrapparsi per non girare a vuoto: e così per anni, fino a quando la sconfitta è certa.
Io li guardo e penso che non capisco nulla dei bambini, delle cose della vita e dei sentimenti. Ho un dolore nel petto, qualcosa di fermo e acuto che somiglia alla solitudine." M. Lodoli